LASicilia:
NUOVA SCOPERTA SUL PATRONO DI TROINA
S. Silvestro fu devoto di S. Agata
TROINA. Tra i suoi numerosi devoti vissuti nel corso dei
secoli successivi al III d.C, da quando si diffuse il culto,
fino ai nostri giorni, Sant’Agata annovera un devoto
d’eccezione: San Silvestro, monaco basiliano, patrono
di Troina, vissuto nel XII sec. Nella chiesa di
Sant’Agata la Vetere, la prima chiesa dedicata a
Sant’Agata, costruita su un’antica basilica cristiana secondo
gli storici, che si trova a Catania, in via Santa
Maddalena, di fronte alla via Plebiscito, c’è una lapide
con quest’iscrizione: “In questo sacro luogo venerarono
Agata Santa Papa Vigilio e il prode Belisario nel
546, Riccardo Cuor di Leone nel 1091 e San Silvestro
basiliano nel 1135”.
Nel libro su San Silvestro scritto e pubblicato nel
1930 da don Salvatore Fiore, un colto sacerdote troinese,
alcune pagine sono dedicate alla sincera e fervida
devozione del patrono di Troina per la patrona di
Catania. Riportando quanto aveva letto su un manoscritto
greco, Fiore racconta che San Silvestro chiese
all’abate del cenobio San Michele, costruito nel XI sec
sul colle Carinei ad un tiro di schioppo da Troina, di
potersi recare a Catania per pregare sul sepolcro della
santa catanese.
L’abate autorizzò Silvestro a recarsi da Troina a Catania,
distanti circa 60 km, a patto di tornare subito al
monastero. Silvestro compì il viaggio di andata e ritorno
in un’ora. “Grande fu lo stupore dei confratelli, che
lo scorsero genuflesso all’ara di S. Agata e dell’Abate,
che ebbe a costatare la straordinarietà del prodigio”,
racconta Fiore. C’è un’altra versione del prodigio, che
Fiore riporta nel suo libro.
In procinto di partire con gli altri monaci per Catania,
l’abate ordinò a Silvestro di rimanere alla custodia
del monastero. Il santo ubbidì e rimase assorto in
contemplazione. Giunti a Catania, l’abate ed i monaci
trovarono Silvestro prostrato dinanzi al sepolcro di
Sant’Agata. Grande fu la meraviglia per l’abate e i monaci,
che si affrettarono a tornare a Troina dove, davanti
la porta del cenobio, ad attenderli trovarono Silvestro
che, con gioia e devozione, corse a baciare la
mano dell’abate e a dare il benvenuto ai confratelli.
SILVANO PRIVITERA


